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martedì 5 luglio 2011

ECOLOGIA E NATURA NUOVO BLOG

Volevo presentarvi un nuovo blog che tratta temi ambientali ecologia-natura.blogspot.com.

Il blog http://ecologia-natura.blogspot.com/ tratta tutti i temi dell'ambientalismo, del rispetto della natura. Lasciate commenti e buon viaggio.

venerdì 10 giugno 2011

BIOPOLIMERI IN CRESCITA


European Bioplastics ha presentato uno studio in occasione della fiera Interpack di Dusseldorf in cui mostra come nel corso di quest'anno le bioplastiche raggiungeranno la produzione di 1 milione di tonnellate nel mondo.
Soprattutto le previsioni per i prossimi 5 anni vedono in crescita le bioplastiche compostabili rispetto a quelle biodegradabili non rinnovabili.

I dati diffusi indicano che il settore è in forte crescita, anche se parte da volumi ancora di nicchia: dalle 700.000 tonnellate del 2010, si arriverà quest'anno a una capacità installata di oltre un milione di tonnellate annue di bioplastiche per toccare 1,7 milioni di tonnellate nel 2015. "L'andamento molto incoraggiante delle capacità produttive ci consente di ipotizzare che queste cifre saranno riviste verso l'alto nei prossimi anni", sostiene il Direttore generale di European Bioplastics, Hasso von Pogrell.

L'industria dei biopolimeri cresce e in questa evoluzione si modifica anche la composizione della sua produzione: l'anno scorso, la capacità relativa ai materiali biodegradabili non da rinnovabili ammontava complessivamente a 400.000 t/a, contro le 300.000 t/a dei biopolimeri da rinnovabili. Ma il trend, secondo lo studio, è destinato a invertirsi: le bioplastiche 'biobased' toccheranno il milione di tonnellate nel 2015, superando così quelle prodotte da materie prime non bio (700.000 t/a).
A guidare la crescita dell'offerta, è il crescente numero di applicazioni che fanno uso di biopolimeri, dall'imballaggio all'auto, dai giocattoli ai dispositivi elettronici, evidenziano i ricercatori. E, aggiungiamo noi, aiutano anche provvedimenti come la messa al bando dei sacchetti non biodegradabili in Italia, che ha creato uno shortage di bioplastiche a livello europeo, tanto da spingere vecchi e nuovi produttori ad accelerare le loro decisioni di investimento (di cui sta beneficiando anche il nostro Paese, va detto). A premere verso un crescente impiego di questa nuova generazione di polimeri ci sono anche le recenti decisioni di brand importanti come Coca-Cola o Danone di passare progressivamente a bottiglie realizzate con questi materiali, che l'opinione pubblica identifica come più sostenibili per l'ambiente.
L'Europa si conferma il principale mercato dei biopolimeri a livello globale e mantiene una leadership anche nella ricerca e sviluppo. Di contro, le capacità sembrano crescere più rapidamente in Sudamerica e in Asia. Per questa ragione, European Bioplastics sta premendo su Bruxelles perché l'Unione Europea supporti le produzioni continentali anche attraverso norme quadro e regolamenti.

giovedì 19 maggio 2011

CONFEZIONAMENTO BIODEGRADABILE

Dopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.

Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:

Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle termosaldatrici in linea.

Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le vaschette da forno e film che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.

Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre vaschette e film completamente compostabili. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti.

Oppure ancora nuove macchine confezionatrici che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.

Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere.

http://biodegradabili.blogspot.com/ 

martedì 10 maggio 2011

BIOPOLIMERI PRODOTTI IN ITALIA

La notizia è recente: il gruppo olandese DSM, insieme alla francese Roquette Frères, hanno deciso , di formare una joint-venture di nuova costituzione (Reverdia) per costruire in Piemonte (a Cassano Spinola in provincia di Alessandria) un nuovo impianto di produzione di acido succinico da risorse rinnovabili, mediante la fermentazione di derivati amidacei e, in futuro, anche di biomasse cellulosiche, non concorrenti con il consumo umano o animale.

Quando entrerà in funzione, nel secondo trimestre del 2012, sarà il più grande impianto europeo per la sintesi di questo biopolimero, confermando così l'Italia come principale polo della produzione europea di bioplastiche.

Qualche giorno fa anche la californiana Cereplast aveva annunciato la costruzione di un nuovo impianto per produrre biopolimeri in Umbria. La Novamont di Novara invece ha espresso la volontà ancora progettuale di creare un nuovo polo per la chimica verde ENI-Novamont in Sardegna.

L'Italia sta diventando sempre più un polo d'attrazione per l'industria delle plastiche biodegradabili.

sabato 12 marzo 2011

SCARPE BIODEGRADABILI

http://www.oatshoes.com/
Dopo 2 anni di ricerche l'azienda Olandese OAT inizierà a aprodurre le prime scarpe biodegradabili al 100%.

Finalmente, qualcosa si sta muovendo nel mondo industriale, quello che il nostro sito biodegradabili.blogspot.com sta ribadendo da molti anni a questa parte è che i prodotti non possono più essere visti con una sola vita, ma una volta utilizzati devono rientrare in un ciclo di compostaggio e biodegradabilità.

Non ci resta che aspettare la commercializzazione dalle scarpe biodegradabili. Proprio dalle vostre scarpe, o da quelle dei vostri figli potrebbe un giorno nascere un albero.

lunedì 7 marzo 2011

BANANE NON PIU' BIODEGRADABILI

bananaphoto © 2007 Jason Gulledge | more info (via: Wylio)
Ne avevamo proprio bisogno, grazie!

Una notissima azienda distributrice di banane ha deciso di confezionare singolarmente i frutti in sacchetti di plastica.
Ora uno dei pochi frutti in natura che è dotato di un contenitore naturale e biodegradabile al 100% vogliono ri-confezionarlo.
Come scusante l'azienda si fa forte del successo ottenuto dal prodotto sul mercato americano, dove però notoriamente non sono dei grandi sostenitori del biodegradabile.

martedì 7 dicembre 2010

LA PLASTICA E' SOSTENIBILE?

Senza materie plastiche verrebbero consumate più energia e più gas serra. Questa è la conclusione tratta da uno studio che è stato commissionato da PlasticsEurope che cercava una risposta alla domanda: le materie plastiche sono sostenibili? 

In confronto con altri materiali in Europa, la plastica soffre ancora di una immagine piuttosto brutta per quanto riguarda gli aspetti ambientali e il consumo di risorse. A causa di uno studio che è stato commissionato dall'associazione dei produttori di materie plastiche chiamato PlasticsEurope eV, Denkstatt-GmbH ha studiato gli effetti reali dei prodotti tipici della plastica durante il loro intero ciclo di vita attraverso il suo studio dal titolo "Gli effetti della plastica su consumi energetici e emissioni di gas serra in Europa ". Lo studio si concentra sugli effetti sul consumo di energia e cambiamenti climatici. 

Il contributo positivo di materie plastiche fossili 

Per quanto riguarda gli esempi di prodotti in plastica che sono stati esaminati in dettaglio, riguardano esclusivamente materie plastiche che sono prodotte da fonti energetiche fossili, anche se il ruolo delle fonti rinnovabili sta diventando sempre più importante nel settore delle materie plastiche.Secondo PlasticsEurope, l'obiettivo dello studio è stato in primo luogo per documentare che l'uso di materie plastiche fossile fa anche un contributo positivo al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e protezione del clima. 

La prima parte dello studio aggiorna un precedente studio dagli anni 2004/2005. In questo caso, il mercato complessivo dei prodotti in plastica sostituibili viene confrontato con il mix di materiali alternativi. La seconda parte tratta degli effetti benefici della plastica per quanto riguarda il miglioramento dell'efficienza energetica e la protezione del clima, ora e in futuro e, come afferma nell'introduzione, a posto "le cose nella giusta luce". 

Durante la produzione di prodotti di plastica, le risorse energetiche che vengono utilizzati in gran parte sono da fonti non rinnovabili il cui consumo provoca il rilascio di gas serra. Tuttavia - sulla base dei risultati dello studio - anche più delle emissioni di CO2 sarebbe creato se i prodotti di plastica sono state sostituite da materiali alternativi. 



Utilizzo di materie plastiche - risparmio di risorse 

I risultati hanno mostrato che l'energia che è necessaria per la produzione, uso, valorizzazione e smaltimento di materie plastiche in Europa è attualmente ca. Gigajoule 4.300 milioni / anno, mentre le emissioni globali di gas serra è di ca. 200 milioni di tonnellate all'anno. 

Lo studio è giunto alla conclusione che i prodotti di plastica soprattutto contribuire al risparmio energetico e la riduzione dei gas ad effetto serra a tal punto che hanno sostituito i materiali tradizionali. Sia il consumo di energia così come anche la quantità di gas serra emessi aumenterebbero considerevolmente se i prodotti di plastica dovrebbe essere sostituito da altri materiali, fino ad un massimo teorico. Ad esempio, Denkstatt aveva calcolato che, se la sostituzione di materie plastiche in tutta Europa un aumento del consumo di energia di ca. 2.100 gigajoule, la quantità di gas serra emessi aumenterebbe di 110 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Denkstatt vede ancora un grande potenziale per la plastica nel futuro: quindi, nel 2020, i vantaggi di utilizzo stimate potrebbero essere nove a quindici volte superiore a quello delle emissioni derivanti dalla produzione e gestione dei rifiuti. Il risparmio energetico stimato sarebbe naturalmente variare in base alla sfera di applicazione con cui imballaggio naturalmente svolgere un ruolo più importante. 

Esempio di packaging alimentare 

Una ramificazione importante è anche la perdite evitate attraverso l'uso di prodotti di plastica, ad esempio, dei prodotti alimentari attraverso l'imballaggio protettivo. Così, imballaggi di plastica impedisce spesso i prodotti alimentari freschi da rovinare troppo veloce. Le perdite di prodotto alimentare così evitato allo stesso modo significa meno consumo di energia e di gas serra che sarebbero associati con la produzione di nuovi alimenti. Secondo lo studio, la stima ha mostrato che i benefici di CO2 delle perdite di derrate alimentari che vengono evitati sono 4-9 volte più alto nel campo di applicazione del 10 al 20 per cento del prodotto di massa che le emissioni di CO2 che si creano durante la produzione di l'imballaggio. Gli effetti benefici avrebbe un effetto molto più ampio su emissioni di gas serra rispetto alla produzione del packaging per questa sfera di applicazione. 

Se si assume che il 70 per cento di tutti gli imballaggi alimentari - quindi anche da altri materiali - previene la perdita del 20 per cento dei prodotti alimentari confezionati e che il rapporto di CO2 stesso esiste per la fabbricazione di imballaggi e la produzione di prodotti alimentari come negli esempi di cui sopra, quindi la prestazione corrispondente di CO2 per imballaggi alimentari in plastica è stimata in 190 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, si afferma ulteriormente. Impedendo la ca di cui sopra. dieci per cento di perdita dei prodotti alimentari, altri 22 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra potrebbero essere evitate, secondo le stime dello studio. 

Lo studio completo è disponibile per il download all'indirizzo www.plasticseurope.org. 
-www.plasticseurope.org



ARTICOLO TRADOTTO DAL SITO http://www.interpack.de

lunedì 18 ottobre 2010

PARTE L'OBBLIGO DEI SACCHETTI BIODEGRADABILI

«Anche due sacchetti, grazie». Frase di rito, quando alla cassa non sai ancora bene come raccapezzarti tra pacchi di rigatoni, biscotti e smacchiatori a presa rapida. Di rito, sì, ma da eliminare ben presto dal breviario della brava massaia: niente sacchetti, solo borse ecologiche in propilene, buste pieghevoli in cotone o ancora il simpatico borsone in juta direttamente dal Brasile, che dopo aver trasportato aromatici chicchi di caffè si prepara al nuovo look di borsa da città. Insomma, ai supermercati e ipermercati Coop l'avvio al consumo consapevole, ecologico e «risparmioso» è già iniziato, con un anticipo di quasi tre mesi sulla legge che dal primo gennaio 2011 prevede il ritiro assoluto dei sacchetti di plastica. «Modificare le nostre abitudini di consumo - dice Francesco Berardini, Presidente di Coop Liguria - è fondamentale per evitare conseguenze drammatiche su clima ed eco-sistema». Ma niente paura: se ancora non è facile ricordarsi, oltre a cellulare e portafoglio, l'intelligente sporta colorata, c'è sempre il sacchetto in Mater Bi, al solito posto sotto la cassa, simile al cugino «plasticacelo» ma derivato dal mais e biodegradabile in poco tempo, perfettamente utilizzabile anche per la raccolta dei rifiuti. In attesa, però, di abbandonare del tutto la cultura «usa e getta» e di avere sempre con sé una sporta riutilizzabile. E già che ci siamo, diamo un'occhiata a cosa c'è nel carrello. Via la bottiglietta dell'acqua minerale (se proprio non possiamo farne a meno, scegliamo le fonti più vicine per abbattere i costi di trasporto) e largo alle borracce con acqua di casa. «Acqua di casa mia» è il nome della campagna nazionale di Coop che riporta in auge l'acqua del «bronzino»: controllata, sicura e decisamente meno costosa, eventualmente «migliorata» da caraffe filtranti e gasatori già reperibili direttamente ai banchi di vendita del supermercato.


Articolo tratto da IL GIORNALE.IT

mercoledì 6 ottobre 2010

CONFEZIONAMENTO E INNOVAZIONE

Dopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.

Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:

Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle termosaldatrici in linea.

Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le vaschette da forno e film che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.

Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre vaschette e film completamente compostabili. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti.

Oppure ancora nuove macchine confezionatrici che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.

Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere, per avere maggiori informazioni sulle novità menzionate potete visitare il sito: http://confezionatrici.altervista.org, oppure scrivere a lpspack@vds.it.

martedì 21 settembre 2010

ECOVASCHETTA PER IV GAMMA

fonte: "www.ilsole24ore.ithttp://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_2959_cmsGDOWEEK,00.html


Da Novamont ed Ecor la prima ecovaschetta per la IV gamma
Il prodotto all'interno è un'insalata biodinamica di Filogea. La confezione così realizzata è 100% compostabile
Ugo Stella
13 Settembre 2010




Arriva il packaging no-ogm biodegradabile e compostabile in Mater-Bi per l’insalata, realizzato grazie alla collaborazione tra Novamont ed Ecor. Nasce da un progetto sperimentale, novità in Italia, il primo in Europa a riguardare le insalate pronte in IV gamma certificate Demeter, ovvero provenienti da agricoltura biodinamica. 


Prodotti marcati Filogea
"Le insalatine Filogea saranno le prime ad essere distribuite con l’eco-packaging messo a punto da Novamont – spiega Roberto Zanoni, direttore generale di Ecor NaturaSì  - e rappresentano uno dei tanti progetti che l'azienda ha intrapreso nell'ottica della riduzione e nel miglioramento della qualità degli imballi. Il nostro intento è inoltre quello di rendere questa sperimentazione una soluzione di imballo sostenibile sempre più diffusa tra i prodotti di IV gamma bio”. 
Il mater-Bi è la bioplastica sviluppata da Novamont, biodegradabile e compostabile naturalmente ai sensi della norma italiana UNI EN 13432 in grado di garantire resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali, ma contiene risorse rinnovabili di origine agricola. Diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti. 


Può essere smaltito con l'umido
L’innovativo imballaggio composto da un cartoncino "spalmato" in Mater-Bi e confezionato con un film in Mater-Bi che potrà essere smaltito assieme agli scarti di cucina. Dopo oltre un anno di ricerca la soluzione è stata  possibile dagli sviluppi del Mater-Bi di 2a generazione che incrementa la percentuale di contenuto rinnovabile del prodotto. Questo all’interno del piano strategico di Novamont che prevede ulteriori step per arrivare al Mater-Bi di III e IV generazione, con aumenti sempre maggiori di contenuto rinnovabile da filiera italiana (da olii specifici, monomeri e polimeri biodegradabili). 
Con 4000 referenze a catalogo, un fatturato 2009 di 121 milioni di euro, Ecor è il più importante distributore
in Italia di prodotti biologici e serve oltre 800 negozi di alimentazione naturale - tra i quali oltre 250 negozi
associati al brand Cuorebio e 72 supermercati ad insegna NaturaSì.